La pubalgia: sintomi, cause e come curarla

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La pubalgia: sintomi, cause e come curarla

di Alessio Ricca - 25/3/2021 - in Patologie

La pubalgia è una problematica comune che interessa la zona inguinale, nota comunemente anche come ernia dello sportivo. In questo articolo andremo a fare il punto su che cosa è la pubalgia, in che modo differisce dall’ernia, quali sono i sintomi e, in caso di accertata pubalgia, cosa fare.

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Cos’è la pubalgia?

Nonostante sia conosciuta anche come ernia dello sportivo, la pubalgia inguinale non è un’ernia. Un’ernia si verifica quando un organo o un tessuto fuoriesce dal muscolo o dal tessuto che lo tiene in posizione. La pubalgia, diversamente, si riferisce a qualsiasi tensione o lacerazione dei tessuti molli all’inguine. Pubalgia ed ernia si possono distinguere tra loro grazie ai sintomi della pubalgia inguinale, che differiscono quando muta in ernia.

Il motivo per il quale viene spesso definita pubalgia atletica è perché è spesso direttamente riconducibile a uno sport.

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Quali sono le cause della pubalgia?

Le cause della pubalgia sono riconducibili a danni ai muscoli, ai legamenti o ai tendini nella zona inguinale. La lesione è solitamente causata da torsioni del corpo, cambi improvvisi di direzione o movimenti ripetitivi.

Gli sport e le attività che tendono a coinvolgere questi tipi di movimenti includono:

  • calcio
  • corsa
  • hockey
  • wrestling
  • Rugby
  • sci
  • salto ad ostacoli
  • cricket
  • tennis

La pubalgia può colpire chiunque, ma è più comune negli atleti. Gli uomini, rispetto alle donne, ne sono più soggetti perché il bacino maschile è più stretto, dunque meno stabile.

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I sintomi della pubalgia

I sintomi della pubalgia sono molto facili da riconoscere. Il segno distintivo della pubalgia atletica è un dolore “profondo” all’inguine o al basso ventre dovuto allo sforzo. Il dolore può scomparire a riposo, ma di solito torna quando ci si muove nuovamente. Potrebbe anche essere possibile provare dolore tossendo o starnutendo. Altri sintomi della pubalgia potrebbero essere rigidità o indolenzimento che si irradia fino ai fianchi e, in alcuni casi, la sensazione di dover urinare frequentemente.

In alcuni casi la pubalgia ha cause e sintomi diversi, per esempio cambiano i sintomi della pubalgia in gravidanza, così come differiscono i sintomi della pubalgia maschile rispetto alla pubalgia nelle donne.

pubalgia

La pubalgia maschile

Spesso la pubalgia maschile si presenta con sintomi simili con cui si manifesta la pubalgia nelle donne: un dolore all’inguine accompagnato da disagio. Tra i sintomi della pubalgia maschile è possibile anche annoverare dolore ai testicoli.

Poiché sul pube è innestato il muscolo pubococcigeo, che controlla la contenzione urinaria e quella sessuale, la pubalgia nell’uomo può provocare eiaculazione precoce oltre che disfunzioni urinarie, come avviene per le donne.

La pubalgia nelle donne

Anche le donne possono soffrire di pubalgia, soprattutto le donne molto atletiche o in gravidanza e spesso il dolore può diventare cronico, finendo con il limitare le più banali attività quotidiane di chi ne soffre.

Oltre al dolore nella zona inguinale o nella parte anteriore del pube, la pubalgia nelle donne può presentarsi con un fastidio che si irradia nell’interno coscia e nella zona degli addominali. In alcuni casi l’area inguinale è gonfia, infiammata e dolorosa al tatto. Meno comuni, ma non rari, tra i sintomi della pubalgia donne ci sono anche problemi di incontinenza urinaria e dolore durante i rapporti sessuali.

Infine, tra le cause di pubalgia nelle donne, è opportuno ricordare eventuali patologie dell’anca o della colonna vertebrale, postura gravemente scorretta, aderenze cicatriziali post partum o altri interventi chirurgici ginecologici o intestinali.

La pubalgia in gravidanza

La pubalgia in gravidanza è comune e spesso diventa più intensa con il progredire della gestazione. Di solito è il risultato dei normali cambiamenti ormonali che si verificano durante la gravidanza. Normalmente si presenta intorno al sesto mese ed è determinata in parte dalla produzione di estrogeni, che aumenta fisiologicamente per facilitare il parto, ed in parte dalla pressione che l’utero inizia ad esercitare sulla zona pubica.
Per la maggior parte delle donne, il dolore scompare poco dopo il parto. Tuttavia, è importante che il ginecologo sia al corrente di tutti i sintomi associati alla gravidanza, compresi quelli riconducibili alla pubalgia.

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Come curare la pubalgia?

Sebbene il dolore causato dalla pubalgia può scomparire a riposo, la verità è che la lesione necessita di cure. Per curare la pubalgia esistono opzioni sia chirurgiche che non chirurgiche, a seconda della gravità della lesione.

Il trattamento non chirurgico prevede un periodo di riposo durante il quale applicare un impacco di ghiaccio all’inguine, per alleviare il dolore. È anche possibile assumere antinfiammatori. Per ridurre il dolore della pubalgia, rimedi naturali come la curcuma, lo zenzero, l’arnica e l’artiglio del diavolo o anche l’omeopatia possono essere utili come trattamento integrativo, su consiglio medico. Dopo una o due settimane di riposo, l’ideale è rivolgersi ad un esperto fisioterapista che lavori per trattare l’inguine attraverso esercizi di stretching e rafforzamento per curare la pubalgia. Alcune persone con pubalgia si riprendono completamente dopo 4-6 settimane di terapia fisica e tecarterapia.

Se questi rimedi per la pubalgia non sono sufficienti per curarla, sarà allora inevitabile un trattamento chirurgico tradizionale o in laparoscopia. Anche in questo caso, una volta ristabiliti dall’operazione, il medico suggerirà una terapia fisica per ristabilire la forza addominale.

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Quali esercizi in caso di pubalgia?

Dopo che il dolore è passato, puoi iniziare a fare esercizi per la pubalgia.
Gli esercizi di stretching per pubalgia hanno lo scopo di aumentare delicatamente la forza e la flessibilità di fianchi, inguine e gambe. Importante è che gli esercizi per pubalgia risultino confortevoli e non dolorosi; man mano che si faranno progressi sarà possibile aggiungere altri esercizi alla routine. Per ottenere i migliori risultati, è opportuno eseguire questi esercizi per pubalgia almeno tre volte a settimana.

1. Allungamento degli adduttori dell’anca

Questo esercizio si rivolge ai muscoli interni della coscia.
Sdraiati sulla schiena con le gambe piegate e le piante dei piedi che si toccano.
Allarga le ginocchia lentamente, e fermati quando senti tensione nei muscoli.
Mantieni questa posizione per un massimo di 30 secondi.
Riporta le ginocchia nella posizione di partenza.
Ripeti 3 volte.

2. Stretching dei muscoli posteriori della coscia

Questo esercizio allunga la parte posteriore della coscia.
Posizionati supino vicino a una porta.
Allunga una gamba sul pavimento e posiziona l’altra gamba sul muro, lungo lo stipite della porta.
Mantieni questa posizione per un massimo di 30 secondi.
Ripeti 3 volte per ogni gamba.

3. Sollevamento della gamba estesa

Questo esercizio rafforza i muscoli della coscia e coinvolge anche i muscoli delle gambe.
Sdraiati sulla schiena con una gamba piegata e l’altra distesa sul pavimento.
Alza la gamba distesa dal pavimento per circa 15 cm.
Riporta lentamente la gamba sul pavimento.
Fai 2 serie da 15 ripetizioni per gamba

4. Resistenza alla flessione dell’anca

Questo esercizio aumenta la forza nelle cosce e, per la corretta esecuzione, occorre una fascia di resistenza.
Fai un cappio e posiziona la fascia di resistenza attorno alla caviglia della gamba interessata.
Posiziona l’altra estremità della fascia di resistenza attorno a un punto di ancoraggio.
Estendi la gamba in avanti avendo cura di tenerla dritta.
Torna lentamente alla posizione di partenza.
Fai 2 serie da 15 per gamba.

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Che posture vanno adottate in caso di pubalgia?

Cambia le tue abitudini in termini di posture per ridurre la pubalgia. Evita di caricare il tuo peso su una gamba sola quando sei in piedi o di trasportare carichi pesanti, come un bambino, su un fianco solo. Non sdraiarti sul lato dolente quando dormi e, possibilmente, posiziona un cuscino tra le gambe per dormire. Non sederti con le gambe incrociate. Assicurati di tornare gradualmente alle tue attività quotidiane, comprese le passeggiate, seguendo scrupolosamente la guida del tuo fisioterapista.

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Alessio Ricca

Alessio Ricca

Fisioterapista, Osteopata, specialista in scienze del movimento, corresponsabile del Centro Fisio Logic
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